Dilemmi etici sulla “relazione a ultrasuono”: tecnologia e personificazione della gravidanza / Ethical dilemmas on “ultrasound bond”: technology and pregnant embodiment

  • Ilaria Malagrinò Institute of Philosophy of Scientific and Technological Practice, Università Campus Bio-Medico di Roma, Italia.
  • Maria Teresa Russo | mariateresa.russo@uniroma3.it Dipartimento di Scienze della Formazione, Università Roma Tre, Roma, Italia.

Abstract

Come afferma I. M. Young, alcune concettualizzazioni e pratiche odierne della medicina sembrano alienare la donna incinta dalla sua esperienza corporea. Oggigiorno, il sottoporre la gestante a ripetuti esami ecografici è diventata pratica routinaria. D’altra parte, sembra ormai assodato che una visione precoce delle immagini fetali possa facilitare il sorgere di una relazione emozionale della madre al bambino. Lo scopo di questo articolo è, pertanto, quello di fornire un’analisi dei principali studi presenti in letteratura sull’argomento al fine di chiarire se davvero il mezzo ecografico favorisce lo sviluppo di una relazione materna al feto, quali sono le caratteristiche di tale relazione e, infine, di discutere le implicazioni che tale processo di ridefinizione della gravidanza come evento biomedico ha sulla donna. Infatti, il boom ecografico sembra aver incoraggiato la diffusione di una visione della gestazione come appartenente soltanto al feto: il centro dello schermo diventa il solo fulcro del processo riproduttivo e “fetalità” diventa il sinonimo vero di procreazione. Da questo punto di vista, pertanto, l’uso di tale tecnica, fornendo un’immagine “separata” del bambino, colto nella sua autonomia, sembra aver incoraggiato la diffusione di una visione individualista del soggetto e delle sue caratteristiche, nonché di una cultura disincarnata della gestazione in cui la fragilità materna sembra essere completamente ignorata.
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As Young states, some conceptualizations and practices of medicine seem to alienate the pregnant subject from her bodily experience. Nowadays the use of the ultrasound technique in pregnancy has become a routine practice, especially because early fetal images encourage the maternal emotional relationship to the fetus. Thus, the aim of this paper is to survey the extant literature in order to clarify whether ultrasounds actually encourage the maternal bond to the fetus, to make explicit what kind of bond ultrasounds are really able to produce, and finally to discuss the repercussion on the position of women in the process of redefinition of pregnancy as a biomedical event. Indeed, the boom of ultrasound in obstetric practice seems to have encouraged the spread of a vision of gestation as an event belonging only to the fetus. Thus, the center of the screen becomes the only center of the reproductive process and “foetality” becomes the real synonymous of procreation. In this light, ultrasound technology seems to implement an individualistic vision of the subject and its future, as it separates the fetus from its mother and to cooperate to create a disembodied culture of gestation and procreation where the “maternal fragility” is completely ignored.

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Pubblicato
2016-10-06
Sezione
Original Articles
Parole chiave:
filosofia della gravidanza, ecografia ostetrica, relazione materno-fetale / philosophy of pregnancy, fetal ultrasound, maternal-fetal relationship
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Come citare
Malagrinò, I., & Russo, M. T. (2016). Dilemmi etici sulla “relazione a ultrasuono”: tecnologia e personificazione della gravidanza / Ethical dilemmas on “ultrasound bond”: technology and pregnant embodiment. Medicina E Morale, 65(4), 433-458. https://doi.org/10.4081/mem.2016.442