Alimentazione e idratazione artificiale come problema di giustizia

  • Elena Colombetti | elena.colombetti@unicatt.it Professore aggregato di Filosofia Morale, Ricercatore del Centro di Ateneo di Bioetica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Italy.

Abstract

Il testo affronta gli aspetti bioetici dell’alimentazione e idratazione artificiale. Dopo aver analizzato la distinzione tra alimentazione e nutrizione, l’articolo si sofferma sulla questione dell’artificialità indagando l’appropriatezza del termine. Si mostra inoltre come, in ogni caso, l’artificialità non costituisca in sé, un problema bioetico. Attraverso l’analisi di alcuni documenti ufficiali (parere del CNB, Linee guida della Siaarti) vengono poi affrontati i nodi teorici su cui si centra il dibattito cercando di chiarire se si tratti o no di una terapia, la possibilità che si presenti come un accanimento terapeutico e quali siano i criteri utilizzati per definirlo. Il testo argomenta, inoltre, come la rinuncia all’identificazione di criteri oggettivi per identificare quando si diano situazioni di accanimento terapeutico porti a gravi discriminazioni tra gli esseri umani. In particolare, ci si sofferma sulla condizione di coloro che si trovano in stato vegetativo; sempre attraverso l’analisi dei documenti si mostra come, a partire dallo SV, si stia eliminando proprio il parametro oggettivo della proporzionalità a favore di criteri soggettivi che, progressivamente, aprono ad un abbandono terapeutico ed assistenziale anche di molte persone con patologie neurodegenerative o psicologiche. L’articolo si conclude mostrando come, dietro l’apparente privatezza di alcune decisioni, si celi invece una profonda questione di giustizia messa alla prova proprio dalle situazioni di disabilità più estrema.
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The paper examines the bioethical aspects related to artificial nourishment and hydration. As a first step, a clear distinction between nutrition and feeding is presented. Following this distinction, the article analyses the notion of artificiality and evaluates its appropriateness. The enquiry clarifies also that “artificiality” per se does not constitute a bioethical problem. Through the examination of official documents (opinion of Italian National Bioethics Committee, Siaarti guidelines), the paper analyses the theoretical nodes which the debate is focused on; it clarifies whether artificial nourishment and hydration is a therapy or not; it investigates the possibility that it can constitute overtreatment and if so, what criteria should be used in order to define it. The article argues that dispensing with objective criteria for the identification of over-treatment leads to severe discrimination. Particularly, the analysis focuses on vegetative state condition. By reference to the documents it becomes clear that vegetative state condition represents the paradigm through which the abandonment of objective criteria such as that of proportionality in favour of subjective ones is introduced. This opens the way to a therapeutic and care abandonment of patients with psychological and neurodegenerative pathologies. The conclusion makes clear that a relevant question of justice hides behind the apparent privacy of some decisions, which is put to the test precisely by conditions of extreme disability.

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Published
2009-12-30
Section
Original Articles
Keywords:
Alimentazione e idratazione artificiale, stato vegetativo, proporzionalità, accanimento terapeutico / Artificial nourishment and hydration, vegetative state, proportionality, over-treatment, therapeutic abandonment, discrimination, justice
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How to Cite
Colombetti, E. (2009). Alimentazione e idratazione artificiale come problema di giustizia. Medicina E Morale, 58(6). https://doi.org/10.4081/mem.2009.232