Le questioni di “fine vita” alla luce dell’umana attesa di compimento

  • Cristoforo Ricci | crisbn@hotmail.it Dottore di ricerca in Bioetica e Assegnista di ricerca in Diritto Privato, Università degli Studi “Magna Graecia”, Catanzaro, Italy.

Abstract

Le questioni di “fine vita” sono attualmente oggetto di un acceso dibattito. Infatti, sono sorte numerose correnti di pensiero volte al conseguimento della legittimazione di condotte tese ad anticipare o posticipare la morte di un individuo rispetto alla sua fine naturale. Questo dibattito si è concentrato soprattutto su aspetti legati alla qualità della vita, alla dignità nel morire ed alla prevalenza del diritto all’autodeterminazione del singolo o del principio di indisponibilità della vita. Lo scopo del presente studio è quello di esaminare il problema sotto una diversa luce. Infatti, si vogliono esaminare le questioni di “fine vita” alla luce del senso di attesa connaturato alla condizione umana al fine di individuare la soluzione più ragionevole. Orbene, siccome la condizione umana risulta essere intrinsecamente caratterizzata da un’attesa di infinito, l’uomo in ogni circostanza si trova davanti ad una scelta. Infatti, ogni essere umano può trascurare tale desiderio o dare ad esso risposte parziali, ripiegandosi in se stesso, oppure può aprirsi all’infinito. Questa scelta ha delle rilevanti conseguenze circa il modo di vedere e vivere le circostanze della vita. Infatti, nel primo caso, nulla sembra veramente appagare il desiderio e l’attesa dell’uomo e, pertanto, in ogni circostanza ciò che finisce per prevalere è alla lunga il lamento, la tristezza e l’ansia. Nel secondo caso, invece, ogni circostanza acquista un senso poiché, per quanto negativa o banale possa essere, costituisce la modalità attraverso la quale il Mistero chiama l’uomo a Sé per non farlo cadere nel nulla e questa consapevolezza finisce per generare letizia. Pertanto, sembra più ragionevole ed umano aprirsi al Mistero e, conseguentemente, laddove le cure abbiano un’efficacia reale e vi siano concrete ed oggettive possibilità di sopravvivenza, non sembrano condivisibili le richieste di legittimazione di tutte quelle condotte tese ad anticipare la morte di un individuo rispetto alla sua fine naturale come l’eutanasia, il suicidio assistito, e la rinuncia o il rifiuto di cure salva-vita proporzionate.
----------
In the field of bioethics, the “end of life” issues are currently motive of an inflamed debate. In fact, many schools of thought have arisen in consideration of legitimization of behaviors destined to anticipate or postpone the death of individuals in relation to their natural end. This debate has focused primarily on issues related to the quality of life, the dignity in dying and the prevalence of the right to self-determination of the individual or principle of the unwillingness of life. The purpose of this study is to examine the problem in a different light. In fact, we want to examine the “end of life” issues in the light of the sense of waiting innate to the human condition in order to identify the most reasonable solution. Now then, since the human condition is intrinsically characterized by a waiting of infinity, the human being is continually called to make a choice. In fact, every human being can ignore this desire or give partial answers to it, withdrawing into oneself, or it can be open to infinity. This choice has important consequences on the way to see and live the circumstances of life. In fact, in the first case, nothing seems to really satisfy the desire and waiting of individuals, and, therefore, in every circumstance prevails in the long run lament, sadness and anxiety. In the second case, instead, every circumstance makes sense because, though it may be negative or trifling, it’s the way of the Mystery to call the individuals to Himself so as to not drop them in the nothingness and, ultimately, so as to generate gladness. Therefore, it seems more reasonable and humane the opening to Mystery and, consequently, where treatments are really effective and there are concrete and objective chances of survival, it does not seem shareable the requests of legitimization of all those behaviors destined to anticipate the death of individuals in relation to their natural end, such as euthanasia, assisted suicide and withholding or withdrawing of proportionate life-sustaining treatments.

Dimensions

Altmetric

PlumX Metrics

Downloads

Download data is not yet available.
Published
2015-10-30
Info
Issue
Section
Original Articles
Keywords:
Questioni di “fine vita”, eutanasia, condizione umana / “End of life” issues, euthanasia, human condition
Statistics
  • Abstract views: 362

  • PDF (Italiano): 10
How to Cite
Ricci, C. (2015). Le questioni di “fine vita” alla luce dell’umana attesa di compimento. Medicina E Morale, 64(5). https://doi.org/10.4081/mem.2015.13