La visione del creato Allargare lo spazio della ragione

  • Stephan Kampowski | medicinaemorale@rm.unicatt.it Professore Straordinario di Antropologia filosofica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, Roma, e uno dei coordinatori del Master in Bioetica e Formazione promosso insieme dal medesimo Istituto e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, .

Abstract

Nella sua enciclica Caritas in veritate Papa Benedetto XVI afferma che le domande connesse alla biotica impongono la scelta tra due razionalità: da una parte una razionalità che è aperta alla trascendenza e che si percepisce come risultato della creazione e d’altra parte una ragione chiusa nell’immanenza che non riesce a spiegare la sua origine. Per una razionalità di questo tipo la ragione stessa diventa un fatto inspiegabile e viene in ultima analisi ridotta all’irrazionale in quanto deriva dal caso. Per la bioetica la scelta tra queste due razionalità è di grande significato. Una visione del mondo come risultato del caso, governato dalle leggi meccaniche senza novità, senza significato e senza ragione facilmente conduce ad un’astrazione scientifica, che potrà permettere all’agire biotecnologico dell’uomo di dimenticare il fatto che la vita non è un mero fatto bruto ma esistenza con interesse che prosegue degli scopi. Se trascuriamo la vita come vita, non ci sono più limiti a ciò che potremmo permetterci di fare con un essere vivente, l’uomo incluso. In una visione del mondo come creato, come proveniente dal Logos, dalla ragione divina, invece, si trovano scopi e significati e con ciò anche limiti e criteri per il nostro agire, incluso il nostro agire biotecnologico.
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In his encyclical Caritas in veritate, Pope Benedict XVI suggests that it is precisely in bioethics that the problem of a choice between two kinds of rationality emerges in force. There is, on the one hand, a rationality that is open to transcendence and that knows that it is the result of creation; on the other hand, there is a reason that is closed in immanence and that does not succeed in explaining its own origin. For the latter kind of rationality, reason itself becomes a fact that is inexplicable and that in the final analysis is reduced to the irrational inasmuch as it derives from chance. We will argue that what is at stake here for bioethics is this: a vision of the world as the result of chance, governed by mechanical laws without novelty, without meaning and without reason easily leads to scientific abstraction, which can cause us to forget the fact that life is not a simple brute fact, but existence with concern that pursues its goals. If we fail to look at life as life, there will no longer be any limits to what we may permit ourselves to do with living beings, human beings included. In a vision of the world as created, as coming from the Logos, from divine reason, in contrast, there are goals and meanings and with that also limits and criteria for our action, including our biotechnological action.

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2012-10-30
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Razionalità, biotecnologia, fede, astrazione scientifica / Rationality, biotechnology, faith, scientific abstraction
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How to Cite
Kampowski, S. (2012). La visione del creato Allargare lo spazio della ragione. Medicina E Morale, 61(5). https://doi.org/10.4081/mem.2012.122